RACCONTO DI UNA PIACEVOLE GITA A PARMA - 4 dicembre 2017

Arrivati a Parma in circa 2 ore siamo stati piacevolmente sorpresi da un clima freddo ma perfettamente sereno.

Dopo l’incontro con la guida abbiamo iniziato una passeggiata dal Palazzo della Pilotta al Duomo. Il Palazzo appare grandissimo, addirittura sproporzionato per le dimensioni di una piccola città: è facilmente spiegabile con le manie di grandezza della potentissima famiglia Farnese che voleva mostrare la sua potenza dopo che Parma era diventata la capitale del Ducato.

Durante la passeggiata abbiamo fatto una breve sosta davanti al monumento al Partigiano di Marino Mazzacurati confrontandolo con quello di Manzù di Bergamo, così diverso: improntato a una sorta di realismo socialista quello di Parma, improntato a una dolente commozione quello di Manzù.

La prospettiva che da piazza Marconi (che sarà risistemata dall’architetto Botta) va al Duomo è spettacolare per la bellezza delle piazze e l’eleganza dei palazzi spesso colorati con il tipico giallo di Parma: appare veramente una città capitale, quale è stata per secoli.

Abbiamo ammirato la facciata del Duomo e il vicino Battistero capolavori di arte romanico-gotica, affascinanti per quell’eleganza sobria e solenne caratteristica dell’arte medievale emiliana. L’interno del Duomo è un stratificazione di elementi artistici che vanno dal gotico al barocco con una prevalenza di affreschi di gusto manierista; qui ci siamo soffermati su due capolavori: la cupola affrescata dal Correggio, con figure di angeli che “sgambettano” visti dal sotto in su in una ardita prospettiva che anticipa la più tarde prospettive barocche, e il prezioso rilievo della Deposizione di Benedetto Antelami, caposaldo della scultura gotica italiana, presente in tutti i libri di storia dell’arte.

Di seguito abbiamo visitato la vicina chiesa di San Giovanni Evangelista, famosa anch’essa soprattutto per l’affresco aereo della cupola dello stesso Correggio.

L’intervallo del pranzo è alla trattoria del Rigoletto che caldamente consigliamo non solo per l’ottima cucina tipicamente locale ma soprattutto per l’ospitalità e il calore con cui ci hanno accolto: salumi tipici, tortelli ripieni, lambrusco che abbiamo consumato in piacevole compagnia.

Nel pomeriggio abbiamo ripreso la passeggiata accompagnati da un tiepido sole invernale; abbiamo attraversato il torrente Parma passando attraverso lo storico Parco ducale, ricco di piante secolari e di giochi prospettici tipici del Rinascimento.

Siamo quindi tornati al Palazzo della Pilotta per vedere le parti interne. Dopo la monumentale scala ci ha accolto la strepitosa vista del Teatro Farnese, uno dei primi e dei più grandi in Europa, costruito in legno dipinto con colonne, logge e gradinate; anche se l’originale è stato semidistrutto da un bombardamento del 1944, il restauro successivo ha ricostruito l’armonia dell’insieme. Il palazzo ospita anche la Galleria nazionale in cui abbiamo ammirato due colossali statue romane originale del II sec DC , una scultura di Maria Luigia del Canova in un grandissimo spazio-corridoio le cui pareti sono ricoperte di dipinti che illustrano del storia dei regnanti del Ducato. Ma nella Galleria ci siamo soffermati soprattutto a guardare i dipinti del Correggio e del Parmigianino, espressione di quel gusto raffinato tipico del Rinascimento e del Manierismo emiliano; il primo qui presenta dipinti di soggetto religioso, con personaggi dolci, graziosi, familiari, lontani dalla classicità severa dello stile romano, il secondo con il fantastico ritratto della Schiava turca espressione di una bellezza più ricercata e sofisticata.

Abbiamo infine visitato la chiesa della Madonna della Steccata, molto frequentata dai fedeli, tutta ornata nella parte alta di affreschi di scuola parmense tra i quali quello del Parmigianino che qui ha rappresentato quattro figure femminili, che si riferiscono alla parabola evangelica delle Vergini sagge e Vergini stolte: immagini molto eleganti e raffinate più profane che sacre nel tipico stile manierista del pittore.

La giornata si è conclusa, prima del ritorno, con la visita ad un piccolo mercato dove si vendevano anche prodotti di provenienza locale.

Siamo arrivati a Bergamo alle 19.30: abbiamo trascorso una giornata ricca di stimoli culturali in buona compagnia.