La costituzione è ancora valida oppure è da cambiare?

 

Se ne è discusso giovedì 30 maggio, presso la Sala Mutuo Soccorso di via Zambonate, con la prof.ssa Barbara PEZZINI, dirigente della facoltà di Diritto Costituzionale presso la locale Università di Bergamo, in un dibattito organizzato dalla Fondazione GRITTI-MINETTI e introdotto da Luigi CORDIOLI, davanti ad un pubblico interessato e desideroso di confrontare le proprie opinioni senza pregiudizi o tabù.

 

CostituzioneLuigi CORDIOLI ha sottolineato i molti e rilevanti cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi sessanta anni nella nostra società ponendo la questione se la nostra Costituzione sia ancora adatta a governare un paese nel quale cattive abitudini civiche ed economiche a lungo protrattesi nel tempo, accentuate dall’attuale pesante crisi attuale, hanno portato all’esasperazione milioni di cittadini, specialmente giovani.

 

L’intervento della prof.ssa Barbara PEZZINI si è incentrato sulla valorizzazione dei contenuti della nostra carta costituzionale e sulla necessità di difenderli e rafforzarli con una politica attiva, pur senza nascondersi che in certe parti e per aspetti particolari qualche adattamento sia possibile e, forse, anche doveroso. Tenendo, però sempre alta la guardia sui Principi Fondamentali e sui Diritti e Doveri dei Cittadini e costante l’attenzione sulle eventuali modifiche della Parte Seconda, per evitare che variazioni, che possono sembrare marginali ed utili a prima vista, aprano poi la strada ad operazioni politiche ben più sostanziose e significative, tali da portarci in un’altra repubblica o tali da svilire la natura ed il ruolo dello Stato.

 

 


Il dibattito ha visto poi numerosi interventi. Fra questi citiamo quelli relativi alla necessità di vedere realizzati alcuni principi che sono sempre rimasti sulla carta oppure che sono stati parzialmente realizzati e, soprattutto, l’obbligo di verificare se ciò che è stato fatto dai governi sia sempre stato corrispondente al dettato costituzionale; quelli relativi alla necessità che la nostra carta costituzionale aderisca sempre più ai principi europei comunemente accettati, al fine di superare la strettoia nazionalista a favore di una visione più ampia, senza la quale i singoli stati rischiano di essere schiacciati dallo strapotere delle grandi multinazionali della finanza e dell’industria; quelli relativi alla domanda se una riforma della Costituzione, anche parziale, sia in grado di sbloccare lo stallo politico e sociale in cui è piombato il nostro paese oppure se sia un ennesimo tentativo di “menare il can per l’aia” da parte di ceti conservatori, in attesa di un intervento salvifico dello stellone italiano.

 

A queste osservazioni Barbara PEZZINI ha cercato di dare delle risposte coerenti ed in grado di tradursi in azioni operative, pur non nascondendosi le difficoltà e le ambiguità dell’attuale situazione politica aperta a molte soluzioni. In questa incertezza, che può contenere anche pericoli per la nostra democrazia, bisogna avere il coraggio di resistere a pressioni populiste e, nel contempo, operare concretamente alla soluzione dei problemi nuovi che si stanno imponendo nella società, senza lasciarsi invischiare in discussioni astratte che rischiano di oscurare i termini del confronto sociale.

 

Naturalmente non era da un dibattito che potevano uscire delle soluzioni, ma l’incontro è stato comunque positivo in quanto ha consentito il confronto di idee ed ha contribuito a rafforzare l’attenzione sulla vigilanza e sulla difesa della Costituzione.