2° anniversario di Eluana Englaro

 

Giornata degli stati vegetativi: "Va bene, ma non il 9 febbraio"

Arnaldo Minetti, presidente dell’Associazione Cure Palliative, invita il Governo a non creare su un tema così delicato inutili e artificiosi motivi di contrapposizione.

 

Il 9 febbraio 2009 moriva Eluana Englaro, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente e dopo una defatigante maratona legale e civile per vedere riconosciuto il rispetto delle sue volontà.
Con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri proprio quella data è stata scelta per la “Giornata nazionale degli stati vegetativi”, creando così un motivo di schieramento e di contrapposizione artificioso e inutile.

Giustamente Beppino Englaro, papà di Eluana, ha definito questa scelta “inopportuna e indelicata”, e nello stesso tempo ha solidarizzato con tutti i genitori che hanno figli in stato vegetativo e ne seguono con intensa partecipazione la cura e assistenza insieme al personale specializzato e dedicato.

 


 

La nostra Costituzione è chiara nel precisare che non si può imporre ad altri il proprio punto di vista e che deve essere rispettata l’autonomia della persona: non è corretto pretendere una impossibile unanimità su questi temi delicati, che richiedono il pieno riconoscimento dei diversi punti di vista.
Gli stati vegetativi sono un problema serio e la comunità può e deve chiedere la massima attenzione su questo fronte con servizi efficienti e qualificati e con pieno sostegno alle famiglie, così come abbiamo ottenuto che ciò avvenga, per esempio, per i malati in fase avanzata e terminale attraverso la rete delle cure palliative con qualità di cura e assistenza in degenza e a domicilio.

Ma non si può creare cattiva informazione, con semplificazioni arbitrarie e contrapposizioni ideologiche, riportando tutto agli scontri gridati a cui ci sta abituando la cattiva politica: chiediamo giustamente l’attenzione verso gli stati vegetativi, chiamiamo alla solidarietà e alla creazione dei servizi dedicati, ma evitiamo di strumentalizzare date che meritano rispetto.

 

Arnaldo Minetti
Presidente dell’Associazione Cure Palliative