Nel ricordo di Eluana Englaro

 

"Solo obiettivi politici dietro questa giornata"

Giovanni Barbieri, presidente della fondazione Gritti Minetti, stigmatizza il contrasto tra vizi privati e pubbliche virtù del Governo in carica.

 

Stando a quel che scrivono alcuni giornali, il leader dei radicali, l’intramontabile Marco Pannella, starebbe dialogando con il presidente del consiglio con il dichiarato intento di costruire una intesa tra l’attuale traballante maggioranza e la piccola schiera radicale presente in Parlamento.
Secondo il sempreverde Pannella “sorreggere le istituzioni, anche istituzioni disastrose, è un dovere repubblicano”

 


 

In contemporanea, questo stesso governo che “andrebbe sorretto”, spinto probabilmente dalla necessità di recuperare, almeno in parte, il consenso della chiesa cattolica, consenso messo a dura prova dai “vizi più o meno privati” di Berlusconi, lancia la sua sfida sul testamento biologico proprio nel giorno, il 9 febbraio, della scomparsa di Eluana Englaro morta, come molti ricorderanno, due anni fa dopo diciassette anni di stato vegetativo permanente.
Il 9 febbraio, secondo anniversario della morte di Eluana, il consiglio dei ministri ha deciso diventi la “giornata nazionale degli stati vegetativi”
L’obiettivo è tutto politico. Si vogliono creare le basi perché, l’arrivo tra qualche giorno in aula a Montecitorio del disegno di legge che impone l’obbligo della nutrizione artificiale trovi ambiente favorevole e il necessario consenso sociale.
Non so se Pannella, al quale niente sfugge, si ricorderà delle cose da lui stesso dette al momento della scomparsa di Piergiorgio Welby, ne posso immaginare quale sarà la sua decisione circa un eventuale sciopero della fame o della sete o di tutti e due assieme, nel momento in cui detto DDL arriverà in parlamento.
Per dirla francamente, di quel che farà o dirà l’inesauribile Marco, poco mi importa.
Quel che invece mi importa, quel che mi appare chiaro e mi avvilisce, quel che mi lascia basito oltre che umiliato, è il fatto che, ancora una volta, in questo nostro Paese dove ci si è ormai abituati a tutto e niente pare più indignare, i “vizi privati” condannati a parole, diventino “pubbliche virtù” quando poi, l’uomo di potere - il quale usa parte del suo aumentante patrimonio (alla faccia delle tante e dei tante costretti a tirare la cinghia) per corrompere assieme alle molte giovani e allegre donzelle, la coscienza e la morale di tanti cittadini comuni - mette in campo “politiche amiche”.
Ho conosciuto Beppino Englaro, uomo mite e, al contempo granitico e instancabile nella sua lunga e difficilissima battaglia per ottenere che il grande desiderio della figlia potesse essere esaudito nel rispetto delle coscienze e della legge.
Contro di lui si è scatenata l’ira di molti volti noti e di tantissima gente comune, tanta della quale sicuramente in buona fede anche se, io credo, male informata.
Ora il governo Berlusconi tenta, con ogni mezzo, anche il più meschino, di raddrizzare la sua storta barca.
La lotta su questo specifico e assillante tema, a me non pare quella del bene contro il male.
La lotta dei volti noti è per il potere e per i propri specifici interessi, altro che bene o interesse comune.
La libertà di scelta, quando il tuo cuore continua a battere solo perché ti tengono infilato un grosso ago nella pancia attraverso il quale ti iniettano, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, sostanze chimiche, deve essere, in un paese civile, libera.
Si deve poter scegliere (esprimendo per tempo il proprio vincolante parere) di poter vegetare se il destino ti riserva questa terribile sorte, e la scelta va rispettata, oppure no e anche in questo caso vi deve essere pari rispetto.
Nessuno, come recita la nostra Costituzione, può essere obbligato a subire cure che non vuole.
Forse sarà banale, ma mi chiedo spesso – domanda che rivolgo a tutti coloro che mi leggeranno- se sia etico e moralmente accettabile, anche per gli uomini di chiesa, che vi siano al mondo milioni di persone che muoiono perché manca loro la piccolissima possibilità di procurarsi anche solo una aspirina mentre c’è chi, figlio dello stesso creatore, spende risorse enormi per tenere artificiosamente su di un lettino di ospedale, una persona scientificamente estinta.

Giovanni Barbieri

da Bergamo News del 09/02/2011